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Silvana “Sissi” Diodato

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14 settembre 1977

 

 

Silvana era:

  • altruista
  • accudente
  • ansiosa
  • allegra
  • perfezionista

 

 

Tutti ricordano che Silvana:

 

1- aveva un fare materno e una propensione a prendersi cura di tutti i più piccoli (e deboli) della casa-famiglia (soprattutto Gigino). Era lì a consolarci quando piangevamo, prendeva le difese dei più piccoli quando venivano attaccati dai più esuberanti, li aiutava nei compiti e nei piccoli doveri imposti dalle suore. Un giorno un gruppo di piccoli giocava in giardino a pallone, erano un po’ agitati e frenetici e si sfidavano ripetutamente a fare tiri sempre più forti e imprendibili. Silvana era lì che giocava con la sua bambola preferita e guardava la scena attenta che non si facessero male. Un tiro mal assestato di un bimbo finì contro una finestra di vetro che andò in mille pezzi. Si prese la colpa dell’accaduto per difendere il piccolo colpevole. La suora la mise in punizione obbligandola a rassettare il refettorio e a pulire il pavimento in stile Cenerentola. Non ne fu affatto dispiaciuta ma intese la punizione come un’importante responsabilità da portare a termine diligentemente.

2- si accompagnava sempre al suo bambolotto preferito, una bimba riccia e bionda di nome Rosina. La trattava proprio come la sua figlioletta: la metteva a letto, le dava il latte con il biberon, le pettinava i capelli con fiocchetti e mollette, la trattava come un essere vivente, era la sua mammina. Un giorno trovammo la bambola con un occhio spinto all’interno, pressocché orba. Disperata, Silvana si lasciò andare a un pianto inconsolabile perché non sapeva chi fosse stato e per natura non diede la colpa a nessuno, piuttosto alla sua incuria per averla abbandonata. Soltanto l’intervento di Marilina, giovane donna che ammirava tantissimo per il suo essere mamma dolce e accogliente, riuscì a consolarla.

 

  • Silvana adorava Caterina Bentivoglio perché:

ammirava i suoi morbidi capelli biondi e le fantasiose maniere in cui li acconciava. Utilizzando mollette e fermagli colorati, Caterina era capace di dar forma a pettinature incantevoli: trecce, codine e chignon che riproduceva sulle sue Barbie come tante eleganti principesse a una serata di gala. Silvana la osservava attenta e affascinata, desiderosa di “rubare” con gli occhi sia la precisione sia l’estro della piccola compagna. Un giorno, mentre era intenta a vestire e pettinare le sue bambole, Caterina si accorse delle curiose attenzioni di Silvana e, apprezzandone la discrezione, la invitò a giocare un po’ insieme. Le mostrò tutti gli abitini e gli accessori delle Barbie; le insegnò perfino ad acconciare i capelli in trecce intricate. Silvana si sentì al settimo cielo perché aveva finalmente trovato un’amica con cui condividere la sua passione.

 

  • Silvana e Luciano Bilancia…

Il giorno del suo decimo compleanno, Silvana aveva trascorso il pomeriggio in cucina con Marilina a preparare una gustosa sorpresa da offrire agli amici. Alla festa nella sala dei giochi si presentò agghindata con il vestitino bianco con le maniche a sbuffo e la passamaneria di pizzo al colletto e alle maniche, i capelli raccolti in due codine altissime, al polso il braccialetto di perline che le aveva regalato Suor Filippa. Nelle mani aveva un grande vassoio su cui era adagiata una montagna di biscotti ripieni al cioccolato che offriva agli amici festosi come una perfetta padrona di casa. Luciano si precipitò a reclamare il suo biscotto, spintonando i bambini da una parte e dall’altra. Quando riuscì ad afferrare il dolcetto, prima lo guardò da ogni lato, poi lo annusò e solo dopo averlo aperto a metà ne portò dubbioso un pezzo alla bocca. Non si concesse neanche il tempo di masticarlo che sputò il biscotto schifato, facendo schizzare dappertutto briciole e gocce di cioccolato che atterrarono sull’abito immacolato di Silvana. Al grido insofferente di che schifo, che schifo,Silvana non sa cucinare! la festeggiata si sentì così offesa e dispiaciuta che non ebbe voglia di continuare la festa e se ne andò in camera a piagnucolare e a meditare vendetta. Il giorno dopo, Silvana cercò dappertutto la collezione di insetti morti di Luciano e, una volta scovata, la rovesciò interamente nella minestra a cena. Da quel momento Luciano iniziò stranamente a gustare tutti i manicaretti che la bimba gli sottoponeva.

 

  • Silvana riteneva Gigino un buon amico perché:

Quando arrivavano le festività natalizie, Silvana era sempre un po’ ansiosa perché sapeva di dover recitare la poesia dedicata a Gesù Bambino nel Presepe davanti a tutti i compagnucci. Era molto scrupolosa e aveva timore di non ricordare tutte le parole a memoria. Una volta si agitò così tanto che le venne un singhiozzo inarrestabile. Gigino le si avvicinò sussurrando che conosceva un metodo infallibile per curare il fastidioso problema e per placare l’agitazione: bastava registrare la poesiola su una cassetta e ascoltarla tante volte prima di addormentarsi. Silvana seguì alla lettera le istruzioni dell’amico e quando fu il momento, sciorinò con sicurezza le strofe senza vergogna. A Natale di quell’anno, Gigino le registrò una cassetta piena di canzoni e filastrocche da ascoltare quando era un po’ triste o in apprensione.

 

  • Silvana e Suor Angelica:

Benché fosse una bambina molto ubbidiente, Silvana non sopportava i modi autoritari e severi di Suor Angelica, soprattutto quando la donna dava punizioni ingiuste. C’era un’altra cosa che Silvana non sopportava, i cetrioli. Durante una cena, se li ritrovò dentro all’insalata e li scansò per non mangiarli. Facendo il giro del refettorio a fine pasto, Suor Angelica si accorse che Silvana non aveva terminato la sua razione e decise quindi di ricattarla: “Non ti alzi da qui finché non mangi i cetrioli, non si lascia niente nel piatto, ci sono tanti bambini in Africa che muoiono di fame!” Dopo aver resistito più di due ore con il broncio, Silvana aveva male al sedere e voleva andare a giocare con gli altri bambini; decise quindi inghiottire d’un sol boccone gli odiosissimi cetrioli. Non trascorsero due minuti da quando ebbe finito di masticare che iniziò a sentire un fastidioso senso di nausea. Capì che stava per vomitare. Si alzò e non fece in tempo a dire a Suor Angelica che si sentiva poco bene che sì piegò in due e iniziò a rimettere proprio sulle scarpe e sull’orlo della tunica della donna mentre questa imprecava: “Silvana, cosa combini, sciagurata! O Gesù mio, dammi tu la forza per sopportare queste pesti!” Quella volta, Silvana non si sentì per niente in colpa.

 

  • Silvana e i maschietti della Banda:

Silvana nutriva attenzioni particolari per Francesco perché quando c’era qualche missione pericolosa da portare a compimento per la Banda, lui non si tirava mai indietro anzi, con una certa dose di entusiasmo e spavalderia, cercava di convincere gli altri bambini ad avventurarsi senza timori. Silvana, che era un po’ fifona e fin troppo prudente, ammirava proprio questo coraggio e questo impulso alla spericolatezza perché Francesco le ricordava i principi fieri e vittoriosi delle favole! Un giorno di primavera, durante una gara di tiro con la fionda organizzata da Kolia, Silvana chiese a Francesco di insegnarle a giocare. Già dal primo lancio, la bambina sembrava avere la stoffa perché riuscì a centrare 3 lattine su 5. Francesco si lasciò uscire un fischio di ammirazione e Silvana si emozionò così tanto che le braccia le tremarono e mancò il sesto bersaglio, scagliando la pietra sulla schiena di Ivan che era piegato più in là a giocare alla sua pista di biglie. Silvana divenne paonazza per l’imbarazzo e iniziò a balbettare scuse. Francesco, sentendosi lusingato dalla reazione della compagnuccia, decise di regalarle la sua fionda.

  1. Lorenzo Magni

    L’ennesimo intervento di Silvana in soccorso di Gigino dopo la puntuale “ripassata” di Lorenzo, ha fatto nascere in Lorenzo una profonda antipatia per la bambina, scaturita poi in continui gesti violenti. Lorenzo sembrava non dimenticare che in fin dei conti Silvana fosse una femminuccia, più “fragile” di lui, ma non mancava mai di darle spintoni nei corridoi o spallate durante i pomeriggi di gioco. Silvana era fortunatamente l’unica bambina a ricevere le spiacevoli attenzioni di Lorenzo.

    • Silvana Diodato

      Benché fosse sempre pronta a perdonare le marachelle dei suoi compagnucci e a immolarsi per proteggerli, Silvana nutriva sentimenti di avversione e inquietudine verso Lorenzo perché impaurita dalle sue continue angherie. Quando giocava in giardino, Silvana si assicurava sempre di non averlo alle spalle o se lo incontrava nei corridoi della casa famiglia andava a nascondersi in bagno o sotto il letto. Nelle sue preghiere prima di addormentarsi, Silvana chiedeva sempre a Gesù Bambino di punire Lorenzo, goloso di dolci e cioccolate, facendogli cariare tutti i denti.

  2. Kòlia

    Mi ricordo che una volta Colla stava giocando con Francesco e i due fingevano di essere dei crudeli pirati. Ai bambini più piccoli facevamo credere di essere i marinai buoni e li vessavamo prendendoli in giro e tirandogli scappellotti. Silvana passando di li vide quello che stavano facendo e li redarguì dicendo loro: “ma perchè non fate giochi da bambini bravi, giochiamo a fare i principi e le principesse?”. Colla e Francesco la guardarono per un istante e poi scoppiarono a ridere. La presero a scappellotti e da quel giorno cominciarono a chiamarla “Sissi”.

    • Silvana

      Silvana non lo dava a vedere per non dare troppa soddisfazione a Colla e Francesco ma adorava il suo soprannome perché era quello della principessa in tivù. Davanti a loro stava un po’ sulle sue e diceva di non chiamarla così ma se qualche altro bimbo della banda la chiamava Sissì lei non lo sgridava mica.

  3. Yuri Zante

    Avevo capito chi aveva reso orba Rosina spingendo dentro l’occhio, ma visto come si era disperata Sissi quel giorno, non ebbi il coraggio di dirglielo. Stavo facendo i fatti miei in giardino quando vidi Colla e Luciano che ridacchiavano facendo il gesto di spingersi dentro l’occhio e camminavano con le mani avanti come se fossero ciechi. E poi ho sentito Luciano rivolgendosi a Colla
    ” potevamo renderla orba da entrambi gli occhi … sai che pianti dopo … ” poi una gran risata. Beh tutti sapevamo quanto amava questa bambola