Navigation Menu+

Lucio Vansi

Nato il:Lucio Vansi

13 febbraio 1979

Lucio era:

  • perspicace
  • altruista
  • riflessivo
  • pauroso
  • ambizioso

Tutti ricordano che Lucio:

1- non amava giocare a nascondino di notte perchè aveva il terrore di rimanere solo al buio. Non aveva paura di nascondersi, ma di trovare gli amici che si nascondevano. La Banda del Bottone non ha mai dato troppo peso a questa sua piccola fobia, ma tutti erano a conoscenza di quanto poco fosse temerario.

2- non sapeva mai dire di no ad una richiesta di qualsiasi genere, soprattutto se gli si chiedeva aiuto o complicità nell’organizzare questa o quella missione per la banda. Inizialmente opponeva sempre una convinta resistenza che di fronte ad un’altrettanta energica insistenza si dissolveva in un rassegnato: “Va bene…”

 

 

  • Lucio adorava Ivan Solmi e Ortensia Rambaldi perché:

 

Lucio adorava Ivan perchè entrambi detestavano il calcio e perchè insieme trascorrevano interi pomeriggi a disputare entusiasmanti gare con le biglie. Lucio condivideva con Ivan anche la passione di costruire le piste per le biglie e discuteva con lui per ore su quali varianti si sarebbero potute apportare alla pista del pomeriggio seguente per renderla ancora più difficile e competitiva.

 

Lucio adorava Ortensia perchè più di una volta giocando a nascondino, di sera, si era fatta trovare facilmente. Molti la accusavano dicendole che a giocare con lei non c’era gusto perchè non era capace nemmeno di cercarsi un buon nascondiglio. Lucio invece è stato sempre convinto che Ortensia si facesse sempre scoprire facilmente per alleviare il disagio del suo giovane amico pauroso e per fargli compagnia nella ricerca degli altri bambini.

 

  • Lucio e Mario Barani…

L’aneddoto più bello che ha visto protagonisti Lucio e Mario è stato quello in cui furono accusati da Suor Angelica di aver rubato 6 Girelle dalla dispensa. I due avevano davvero commesso il misfatto (o meglio: Mario aveva commesso il misfatto, Lucio il cacasotto aveva fatto il palo), ma non erano stati colti in flagrante. Incalzati da Suor Angelica, Mario si distinse per un’arringa degna di un avvocato navigato, condotta con la serenità, la sicurezza, la disinvoltura di chi può essere solo innocente. A ciò si aggiunse un Lucio in grande spolvero che senza essere da meno tirò fuori l’asso nella manica: un’alibi che non consentì nessuna replica a Suor Angelica, la quale, stizzita per non aver potuto influggere nessuna punizione, si scusò con i due birbanti. Il racconto della vicenda fu riproposto a gran richiesta in numerosi incontri della banda.Ogni volta si rideva a crepapelle.

 

  • Lucio riteneva Gigino un buon amico perché:

sorrideva con il sorriso dolce che avrebbe voluto vedere sul viso del fratellino che non aveva mai avuto. A ciò si aggiungeva il fatto che Gigino amava giocare con Lucio a fare i giornalisti: Gigino registrava le brevi ma sentite interviste che Lucio cercava di fare a tutti (comprese Suor Filippa e Marilina) come se fosse un giornalista della RAI.

 

  • Lucio e Suor Angelica:

Suor Angelica fu la prima persona che vide Lucio quando si risvegliò in un letto d’ospedale nel gennaio  del 1985. Non sapeva perché si trovava lì e avrebbe voluto capire dove fossero i suoi genitori. Glielo chiese più volte, ma lei rispondeva sempre in modo freddo ed evasivo.

La rivide due o tre volte nei sonnolenti giorni che seguirono. Poi una mattina gli disse in modo perentorio: “Muoviti signorino. Laviamoci, vestiamoci e andiamo via di qui”. Alla sua ennesima insistente richiesta sui suoi genitori rispose senza emozione e con aria grave: “Sono morti, non l’hai ancora capito? Non lo ricordi l’incidente?…Non c’è nulla da piangere! Loro sono in cielo e tu sei ormai grande per piangere! Da oggi starai con noi, con tanti altri bambini come te”.

 

  • Lucio e le bambine della Banda:

Gli è sempre piaciuta moltissimo Lara, fin dal primo momento che la vide. Gli piacque ancora di più quando, nel luglio del 1987,  i suoi occhi profondi e il suo sorriso misterioso trafissero il suo cuore di bambino.

  1. Ivan Solmi

    Costruimmo la pista-per-biglie-più-bella-del-mondo. Era lunga 15 metri e larga 5, e ci abbiamo messo 3 settimane a costruirla. Abbiamo sfruttato pietre, rami, persino costruito ponti di legno e passaggi sotterranei. Era un capolavoro che tutti ci invidiavano. Avevamo passato almeno 1 settimana per progettarla, cercando di tenere nascosti i nostri piani dalle suore, e avevamo coinvolto anche Gigino, che registrava tutte le nostre conversazioni su velocità, inclinazione, misure da prendere per progettarla…e tenerla nascosta…

  2. Alda

    Un giorno di pioggia e temporale Dada trovò Lucio infreddolito e spaventato sotto un albero. Dada convinse Lucio che i lampi erano disegni che Gesù bambino faceva con il colore giallo perchè aveva finito il verde e il marrone per gli alberi,l’azzurro per il cielo e il mare e il rosso per le mele. Tornati nelle casette i due bambini passarono tutta la notte a fantasticare sui pastelli giganti di Gesù e su quanto fossero colorate le aurore. Fu una bella notte quella, se non consideriamo…

  3. Kòlia

    Mi ricordo che un giorno tutta la banda venne duramente punita da Suor Angelica per aver rotto un vetro mentre giocavamo a palla. la suora fu inflessibile, rimanemmo senza cena. i bambini più piccoli si lamentavano e facevano difficoltà a prendere sonno. Colla era molto arrabbiato per quello che stava accadendo, allora saltò in piedi sul letto e disse “dobbiamo ribellarci, questa é una ingiustizia! Chi ha il coraggio di venire con me a protestare da suor Angelica?”. Lucio si alzò in piedi a sua volta rispondendo “io!” mentre tutti gli altri dissero che non era una buona idea.
    A quel punto Colla e Lucio andarono ad affrontare di petto suor Angelica, uscirono dalla camerata e bussarono alla porta del suo ufficio…

    • Mario Barani

      … dopo 10 minuti di arringa, uscirono sconsolati dall’ufficio di suor Angelica.
      Risultato? il doppio della pena. Anche il giorno dopo i 2 rimasero senza cena.
      L’unica cosa positiva fu che quando i due tornarono nella camerata, raccontarono dell’episodio e iniziammo a ridere tantissimo.
      Almeno andammo a dormire con il sorriso.