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Lorenzo Magni

Nato illorenzo-magni

19 settembre 1977

Lorenzo era:

  • cupo
  • rissoso
  • schivo
  • meticoloso
  • goloso

Tutti ricordano che Lorenzo:

1- ha sempre dimostrato una particolare attrazione per i piccoli animali morti, che capitava di trovare intorno alla casa famiglia o alla colonia. Passava anche ore ad osservarli, a volte portandoseli “a casa”, dove finivano con l’essere ritrovati dalle suore; con tutte le conseguenze del caso.

2- usava fare regali senza una ragione evidente, lontano da feste e ricorrenze, di quando in quando. Si trattava delle cose più disparate, oggetti messi insieme con quello che poteva trovare, e destinati agl’altri orfani o al personale della casa famiglia. Consegnato il regalo, Lorenzo tornava al suo solito fare schivo.

 

  • Lorenzo adorava Tommaso “Tommy” Morani perché:

Tommy era una specie di via di fuga dal suo mondo ombroso. Neppure Lorenzo sopportava il suo carattere appiccicoso, ma Tommy compensava con l’essere un peste senza misura, riuscendo cosi a farlo sorridere. La capacità di Tommy di non rispettare niente, almeno non fino in fondo, era per Lorenzo un balsamo per lo spirito. Basti pensare a quella volta in cui Tommy ha incollato i rosari delle tre suore ai loro comodini e alle urla il mattino successivo, di fronte ai disperati tentativi delle sorelle di raccoglierli per le preghiere del mattino.

 

  • Lorenzo e Arturo Maccarelli…

In un pomeriggio di giochi alla casa famiglia, mentre Lorenzo se ne stava come sempre in disparte con aria rabbiosa, Arturo lo ha avvicinato cercando di coinvolgerlo in un gioco a tutti i costi. Dopo aver tentato a più riprese di liberarsi di Arturo, non riuscendo più a sopportare su di se lo sguardo strabico del bambino, Lorenzo lo ha apostrofato urlandogli contro che la mamma lo aveva abbandonato perché aveva gli occhi di un mostro. Non contento Lorenzo ha spintonato Arturo, facendogli fare un brutto capitombolo tra gli sguardi spaventati degl’altri bambini. Da quel momento, mentre Arturo raccoglieva le attenzioni dei compagni impietositi, Lorenzo ha cominciato a sentirsi trattato come il “cattivo” della banda. Anche se il suo brutto carattere gli aveva già fatto guadagnare da tempo quel ruolo, Lorenzo ha sempre dato la colpa della sua “fama” ad Arturo.

 

  •  Lorenzo riteneva Gigino un buon amico perché:

Gigino era discreto, non aveva mai l’aria di volerti coinvolgere a tutti i costi nelle faccende della banda e… sembrava proprio si divertisse a prenderle. Anche se le prendeva ogni volta fino alle lacrime, non faceva mai troppe storie, anzi! A suo modo era un duro!

 

  • Lorenzo, le suore e Marilina:

La mania di fare regali estemporanei di Lorenzo non ha mai coinvolto suor Angelica e suor Teresa, che Lorenzo ha sempre visto troppo “distanti” per poterle considerare come veri affetti. Al contrario suor Filippa ha ricevuto più di un dono dal bambino, che probabilmente cercava una figura materna diversa dalla sorellina maggiore incarnata da Marilina. L’ennesimo dono a suor Filippa sotto gli occhi perplessi delle colleghe, ha scatenato le domande delle suore più anziane mettendo terribilmente in crisi Lorenzo. Incapace di spiegare alle due vecchie suore le sue ragioni, Lorenzo ha congedato la questione con un lapidario: “voi siete vecchie e non servite”. Il peso delle parole di Lorenzo non gli era chiaro, ma si è reso subito conto di averle ferite profondamente, grazie anche agl’occhi lucidi della più anziana. Ancora oggi capita che vi ripensi con una certa amarezza.

 

  • Lorenzo e le bambine della Banda:

Seppure Lorenzo trovasse sia Caterina che Silvana piuttosto carine, i loro caratteri escludevano qualsiasi tipo di interesse particolare. Una troppo buona, l’altra troppo perfettina per poterle sopportare più di 5 minuti. Le altre bambine erano invece alla stregua di bambini, solo ancora più complicate da capire.

 

  1. Luciano Bilancia

    Ricordo di un giorno in cui Lorenzo venne da me con il cadavere di un piccolo piccione. Lo portammo dietro l’istituto, aspettando l’avvicinarsi dell’imbrunire per essere sicuri di non essere visti. Tirò fuori un coltello, probabilmente rubato dalla cucina, e mi chiese di tagliare la pancia del piccione, per vedere “com’era fatto dentro”. Lo fissai per un attimo, e poi..

    • Paola Fornaciari

      Io e Gigino ci scagliammo contro Lorenzo e Luciano. Gigino era dentro una carriola e io lo spingevo correndo con tutta la forza che avevo. Li abbiamo fatti scappare e abbiamo recuperato il cadavere del piccolo animale e lo seppellimmo in giardino. Ricordo però che un giorno Gigino corse da me in lacrime per dirmi che la tomba era stata aperta e…

      • Giorgia Torres

        …che qualcuno aveva rubato l’anima del piccione e il piccione stesso. Tra tutti si sparse il panico, avevamo paura che Lorenzo avesse fatto uno dei suoi scherzi e andammo a guardare dentro i letti, dove, secondo tutti noi aveva messo il cadaverino. Ma notammo che anche Lorenzo guardò spaventato nel suo lettino, cosa che ci fece capire che non era stato lui. Cominciarono a parlare di piccioni zombie, e quella notte avvicinammo tutti i letti e ci mettemmo a nanna tutti insieme, finché Suor Filippa…

    • Giuseppe Appio

      …entrando in camera e trovandoci così ci chiese cosa non andava. Gigino vuotò subito il sacco e lei ridendo ci disse di non preoccuparci, che l’anima del piccione era di sicuro tranquilla in paradiso. Vedendoci ancora preoccupati (c’era comunque un cadavere senz’anima che mancava all’appello) ci insegnò una breve preghiera che teneva lontane le sventure.

      • Carla Romani

        Chiedemmo a Marilina se avesse visto un piccione, senza raccontare tutta la storia e lei ridendo disse di si e che lo avrebbe cucinato al forno, ovviamente stava scherzando ma spiegarlo a tutti i bambini che trovarono a pranzo pollo al forno non fu semplice.
        Quasi nessuno mangiò quel giorno e Lorenzo rimase a guardare quel piatto tutto triste senza spiccicare parola. Nessuno riuscì a convincerci che non era il povero piccione ma un semplice pollo che non era mai capitato tra le mani di Lorenzo…