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Giorgia Torres

Nata il:IMG_3007 - Copia (2)

7 agosto 1981

Giorgia era:

  • strana
  • compagnona
  • curiosa
  • molesta
  • ambigua

Tutti ricordano che Giorgia:

1- sapeva tutte le capitali del mondo;

2- sembrava leggermente lenta rispetto agli altri, era brillante per certi aspetti, ma era strana, parlava con gli oggetti e non arrivava a capire certe cose che per noi erano scontate. Per questo, tutti ci divertivamo a farle fare stupidaggini, tipo farsi la doccia vestita, arrampicarsi su alberi dai quali sapevamo non sarebbe riuscita più a scendere e cose del genere. Per Giorgia non esistevano le metafore, dirle vai a quel paese poteva significare un giorno di ricerche con epilogo nel paese a fianco. Un giorno Suor Filippa le disse se il destino ti chiude la porta in faccia, tu entra dalla finestra. Arrivò il fabbro a mettere le inferriate al piano terra della casa-famiglia il giorno in cui per la terza volta Giorgia si ruppe i denti scavalcando. Da quel giorno, finalmente, il o mangi la minestra o ti butti dalla finestra di Suor Angelica poté tuonare indisturbato nel refettorio.

 

  • Giorgia adorava Maddalena Gentileschi perché:

anche lei, come Giorgia, sapeva che gli oggetti hanno un’anima. Passavano ore davanti alla macchinetta del caffè, alla scopa di saggina, alle lattine vuote, alla cicoria in cucina. Maddalena guardava sgranando gli occhioni e contemplando la bellezza degli oggetti, Giorgia li interrogava. Poi, Maddalena cantava le epiche avventure della cicoria, e Giorgia le dava un nome. Avevano dato un nome a quasi tutte le cose che avevamo, nella casa-famiglia. Lo zerbino si chiamava Polo, la lavagna Cardella, il pettine Crizzo. Per la promozione estiva delle bambine arrivò Guendalina, la bambola dai capelli rosa alla quale Alda si ispirò per un suo famoso ritratto, ma questa è un’altra storia. Tutte le bambine non volevano capire che lei si chiamasse Guendalina, la trattavano male e con sufficienza, allora Giorgia e Maddalena organizzarono un rapimento notturno con tanto di cappucci e bastoni, per salvare la bambola dai soprusi delle altre. Le altre bambine le lasciarono fare, Guendalina non era proprio il loro tipo di bambola. Maddalena e Giorgia la salutarono con un affettuoso arrivederci, prima di partire per la colonia estiva.

 

  • Giorgia e Cristina Nappi…

Cristina è responsabile di gran parte dei dispetti ai danni di Giorgia, e dei suoi dentini rotti. Fino al giorno in cui misero le inferriate alle finestre, per esempio, Cristina non faceva altro che chiudere Giorgia fuori dalla casa famiglia, la faceva scompisciare l’idea di vederla arrancare sui vasi di rosmarino per inerpicarsi sul davanzale della finestra della sala lettura, o da quella del refettorio, che aveva anche un vetro rotto rattoppato con il cartone al quale Giorgia una volta si impigliò e il suo bel vestitino con le fette di cocomero disegnate si tranciò in due. Giorgia sembrava non rendersi granché conto delle responsabilità di Cristina, figurarsi, lei credeva che fosse il destino a chiuderla fuori. Eppure un giorno, mentre Cristina faceva pipì in uno dei bagnetti della sala da bagno, Giorgia senza pensarci troppo prese lo scopettone di Marilina, messo ad asciugare appoggiato alla finestra, e lo infilò sotto la maniglia del bagnetto in cui c’era Cristina. Le disse a ognuno il suo destino e uscì a giocare tra gli alberi.

 

  • Giorgia riteneva Gigino un buon amico perché:

Gigino piaceva molto a Giorgia, era piccolo piccolo come lei e aveva una specie di odore di caramelle. Sapeva un sacco di cose, tipo le pietre giuste su cui mettere i piedi per guadare il fiume, la maniera di fare una girandola che girava sul termosifone, il modo di mischiare i colori per creare colori nuovi. Una volta lui e Giorgia si costruirono un carretto con pezzi di legno, chiodi e martello e le ruote del vecchio carrello di Marilina e con quello si lanciarono per la discesa in fondo alla strada un paio di volte, fino a distruggere carretto e ginocchia. La Banda ne rise per mesi, malcelando un rimpianto per non averlo potuto usare una terza volta.

 

  • Giorgia e Suor Angelica:

Un giorno Giorgia stava percorrendo con un dito tutte le pareti della casa famiglia, camminava e segnava il muro con una continua riga invisibile, come a segnarne i contorni di tutte le stanze. Lara le aveva letto da libro che è l’unica maniera di uscire da un labirinto. Finì per dover, necessariamente, entrare nell’ufficio privato di Suor Angelica. Giorgia si fermò un attimo davanti al portone massiccio, prima di ricominciarne a segnarne i contorni con il dito. Aprì la porta dell’ufficio ed entrò senza chiedere permesso, mentre Suor Angelica cominciò a gridare “fuori! Giorgia, fuori!! Fuoriiii!!!”, ma Giorgia sembrava non sentirla, continuò il suo importante lavoro dei contorni. Suor Angelica si mise a gridare “Filippaa, Filippaa!! mentre afferrava Giorgia per il braccio. Giorgia cominciò a urlare, a dimenarsi, tutti noi bambini cominciammo ad accorrere, Giorgia sembrava essere stata punta da una tarantola. I bambini erano terrorizzati e Suor Filippa e Suor Angelica non riuscivano a tenere la bimba in due. Nessuno mai dimenticò quel momento, in cui Suor Angelica riempì Giorgia di botte incredibili, violentissime, davanti a tutti noi, mentre Suor Filippa, imbarazzatissima, cercava di fermarla. Non capimmo mai perché quella volta Giorgia le prese così forte.

 

  • Giorgia e i bambini della Banda:

Giorgia sembrava non aver neanche compreso la differenza tra i maschietti e le femminucce. Non si vergognava di stare nuda davanti a loro, né capiva perché certi maschietti facevano regali solo a certe bambine, oppure certe bambine ridacchiavano quando vedevano Paola e Yuri insieme oppure Lorenzo che spiava Caterina. Non ci capiva nulla. Trovava tutto molto divertente, tuttavia, e spesso scimmiottava quegli atteggiamenti. Tanto che un giorno si avvicinò a Federico e gli diede un bacio sulla bocca, addirittura.

  1. Giuseppe Appio

    Una sera a cena le dissi di non bere troppa acqua “perché ti crescono le rane in pancia”. Eccitatissima da quest’idea, Giorgia iniziò a bere a più non posso…la notte dovette andare in bagno almeno 10 volte e siccome aveva paura ogni volta svegliava una persona diversa per farsi accompagnare. La mattina dopo metà componenti della banda mi guardavano storto, come fosse colpa mia…

    • Ivan Solmi

      …anche perché in effetti, il mattino dopo, il refettorio era pieno di rane! Parte della banda strabuzzava gli occhi incredula (assieme ovviamente alle suore, pronte inizialmente a gridare al malfatto del Diavolo, per poi incolpare uno di noi), un altro terzo incolpava Giuseppe; ma Colla, Lucio, Mario, Luciano, Francesco, Tommaso ed io lo sapevamo bene: era stato proprio Tommy, che, avendo sentito il loro discorso, ha pensato, giustamente, di giocare l’ennesimo scherzo, convincendoci ad andare a raccogliere tutte le rane su cui potevamo metter mano, mettendole nei barattoli della marmellata vuoti, per poi sguinzagliarli nel refettorio…

    • Giorgia Torres

      …inutile spiegare la felicità di Giorgia, che saltellava insieme ai ranocchi, e continuava a gridare come una matta “sono usciti dalla mia pancia, sono uscite dalla mia panciaaa!” e qualcuno prese una ranocchia e la ficcò di forza in bocca a Giorgia…

  2. Paola Fornaciari

    Giorgia aveva una memoria prodigiosa, ed era bellissimo giocare insieme a lei e a Federico. lei sapeva i nomi di tutte le capitali e dei paesi del mondo, lui aveva un sacco di immagini da abbinare a questi nomi fantastici. Una volta avevamo costruito una specie di mappa del mondo con le foto di Federico seguendo le indicazioni geografiche di Giorgia. Eravamo sempre più esaltati, pensando a dove si poteva andare quando saremmo stati grandi e liberi, poi a un tratto…

    • Giorgia Torres

      …entrò suor Filippa con il crocifisso nuovo da appendere al muro. I tre bambini tacquero improvvisamente, e fissarono la suora. Il crocifisso era decisamente ENORME. La suora sembrava Gesù Cristo che camminava verso il Calvario. Il problema era che pochi giorni prima avevano visto tutti insieme “Marcellino Pane e Vino”, per cui i tre, terrorizzati, corsero ad avvertire gli altri. C’era un Cristo gigante che forse avrebbe portato con se dei bambini, come quello del film…

      • Katia Celeste

        …arrivammo tutti davanti al Crocifisso, che era veramente imponente. Katia non si lasciò sfuggire l’occaisone e propose a Giorgia e Paola di mettere su la recita di Marcellino Pane e VIno.
        Katia pensava che Gigino sarebbe stato un Marcellino perfetto, ma le due iniziarono a strepitare, dicendo che nessun bambino doveva interpretare Marcellino perché alla fine moriva.
        Allora tutti i bambini maschi fecero i frati, vestiti da Dada con dei sacchi di iuta trovati in cantina, e le femmine gli altri personaggi.
        Guendalina la bambola dai capelli rosa divenne Marcellino e Giorgia convinse Katia ad aggiungere una scena finale dove lei interpretava la mamma di Marcellino che lo accoglieva in paradiso.