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Kòlia “Colla” Casadio

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28 giugno 1977

 

Kòlia era:

  • fantasioso
  • bugiardo
  • protettivo coi più deboli
  • carismatico
  • impiccione

 

Tutti ricordano che Kòlia:

 

1- durante le lunghe mattinate in colonia, ma anche la notte prima di andare a letto, inventava continuamente storie che raccontava a tutti i bambini. La sua fantasia era veramente sfrenata. Di volta in volta parlava di soldati in guerra, cowboy e indiani, pirati, draghi. Erano sempre storie eroiche, ma un po’ truci. Alle volte trasformava in veri e propri giochi le mie storie e li faceva rivivere insieme a tutti i bambini. In realtà quelli più piccoli spesso venivano emarginati, Kòlia però voleva che partecipassero tutti e allora si metteva dalla loro parte e cominciavano i litigi. Era sempre dalla parte dei più deboli e questo gli è costato tante punizioni.

 

2- amava moltissimo i segreti, quelli dei bambini, ma anche e soprattutto lo affascinavano i discorsi che facevano i grandi, quei discorsi che erano vietati a noi piccoli. Alle volte sgusciava via dal letto e senza farsi vedere, mentre se la faceva sotto dalla paura, andava ad origliare le suore oppure Marilina che cantava sommessamente da sola mentre faceva le faccende di casa. Più di una volta venne sorpreso e punito da suor Teresa.

 

  • Kòlia adorava Francesco Forgione perché:

Kolia e Francesco non andavano granchè d’accordo nei primi tempi. Il fatto era che probabilmente erano molto simili. Una volta, durante la colonia in Svezia, la banda cominciò a giocare a nascondino e tutto filò liscio finchè Kolia e Francesco si misero a litigare per una presunta “tana libera tutti” che Colla sosteneva di avere fatto. Francesco invece sosteneva di avere tanato per primo Colla. Il diverbio degenerò e volò qualche spintone tra i due. Poi, siccome nessuno voleva darla vinta all’altro, Colla propose una sfida di coraggio. Chi dei due avrebbe resistito di più nel bosco, al buio e da solo, avrebbe vinto il diverbio. Francesco accettò.

Quella notte, mentre le suore dormivano Colla e Francesco uscirono nel bosco, mentre gli altri schiacciavano il viso sui vetri per vedere come sarebba andata a finire. Qualcuno fece pure qualche scommessa. I due si salutarono e si avviarono nel bosco ognuno in una direzione diversa. Il buio però facevva davvero paura. Facciamozza poteva essere in agguato chissà dove e presto entrambi cominciarono ad avere paura. Mentre vagavano terrorizzati si incontrarono tra gli alberi e dopo un momento di tensione decisero di unire le forze contro la paura. Così tornarono alla colonia insieme. Nessuno aveva perso. Avevano vinto entrambi. Da allora Francesco e Colla furono sempre buoni amici e capirono che insieme potevano fare grandi cose.

 

  • Kòlia e Yuri Zante…

Colla una volta vide che Yuri leggeva un libro dalla copertina colorata. Doveva essere un libro bellissimo, pieno di storie meravigliose. Colla chiese a Yuri se poteva prestarglielo, ma quello rifiutò. Disse che doveva ancora finirlo. Colla ci rimase molto male e cominciò a rimuginare. Qualche ora dopo, quello stesso giorno, Colla andò da suor Filippa e le disse che Yuri aveva rubato della cioccolata dalla dispensa. La suora molto incollerita andò da Yuri e trovò la carta della cioccolata rubata (che Colla aveva messo li apposta). Yuri allora venne messo in punizione per tutto il giorno. Colla allora ne approfittò per appropriarsi del libro. Yuri non vide mai più quel libro.

 

  •  Kòlia riteneva Gigino un buon amico perché:

Colla voleva bene a Gigino perchè adorava raccontargli storie. Gigino non era come gli altri bambini. Ogni volta che Colla cominciava a raccontare, gli occhi di Gigino si illuminavano e il suo sguardo si perdeva come se egli per incanto venisse trasportato all’interno della storia. Per Colla era bellissimo accompagnare Gigino per i suoi mondi immaginari, erano momenti speciali. Gigino sapeva viaggiare con la fantasia come nessun altro.

 

  • Kolia, Suor Angelica e Suor Teresa:

Una sera, mentre gli altri bambini erano in bagno a lavarsi i denti prima di andare a dormire Colla origliò un dialogo tra le suore che avveniva nell’ufficio di suor Teresa. Suor Angelica aveva sequestrato ad Ivan e a Lucio un sacchetto di biglie. Suor Teresa le prese e le stipò… in un armadio nella stanza. Colla capì immediatamente di aver carpito un segreto importantissimo… aveva appena scoperto l’armadio delle cose sequestrate!

Aspettò pazientemente il momento buono per agire e poi, quando suor Teresa uscì dalla stanza si intrufolò lì dentro e aprì l’armadio… era pieno di tesori di tutti i bambini! Ne afferrò più che potè e andò nella camerata. Li distribuì ai legittimi proprietari strillando COLLA IL VENDICATORE! COLLA IL VENDICATORE MASCHERATO! Colla si sentiva felice perchè in cuor suo sapeva di stare rimediando ad un torto che le suore avevano fatto a noi. COLLA IL VENDICATORE!

Tutti corsero a prendere i propri giocattoli, anche le suore però si accorsero di quello che stava accadendo e piombarono nella stanza. Colla si beccà un mucchio di schiaffi proprio davanti ai suoi amici. Ovviamente venne anche messo in punizione, però per qualche giorno ancora volle essere chiamato IL VENDICATORE.

 

  • Kolia e le bambine della Banda:

A Colla erano simpatiche in modo particolare Dada, Paola e Caterina, tuttavia non aveva una particolare cotta. Con loro si trovava a suo agio e si divertiva. Se una bambina dimostrava un chiaro interesse per lui si imbarazzava e cercava di evitarla.

  1. Alda

    Alda cercava di incollare su Colla di tutto, diceva sempre: “- non è colpa mia se ti chiami colla “. Un giorno decise di incollargli alla schiena Tommy, ma le cose non andarono bene..

  2. Giorgia Torres

    …perché Alda si incollò le ciglia con l’Attak e si mise a correre su e giù per il cortile gridando “sono cieca, sono cieca”, mentre Colla, con la camicia di Tommy appiccicata dietro la schiena, cercava di acchiapparla. In tutto ciò Giorgia raccolse il tubetto dell’Attak…

    • Arturo Maccarelli

      …proprio mentre sopraggiungeva Marilina che, vedendo la scena apocalittica e credendo che fosse tutta colpa di Giorgia, tuonò: “Giorgia, finiscila!”. Giorgia non ci pensò su due volte: svitò il tappetto dell’Attak e ne fece un sol boccone. Solo la prontezza di riflessi di Marilina fece sì che, a fine giornata, Giorgia si ritrovasse con la bocca un pò “impastata” e niente più.

  3. Paola Fornaciari

    Una volta, dopo aver visto una trasmissione sugli stuntman, Kòlia convinse alcuni di noi che sarebbe stato divertentissimo fare alcune prove ed esperimenti usando alcune tecniche che aveva imparato. Organizzò una gara di velocità sui carrelli del retettorio. Io e lui eravamo in squadra insieme, l’altra era formata da Maddalena e Tommy. Noi bambine dovevamo metterci un pallone sgonfio in testa a mo’ di casco, i bambini spingevano più che potevano il carrello contro il muro. Il carrello più veloce vinceva. Strano a dirsi ma nessuno di noi si è mai fatto male e ridevamo tutti come dei pazzi mentre gli altri acclamavano. Un giorno però…

    • Giorgia Torres

      …mentre a turno tutti provavamo l’ebbrezza del carrello contro il muro, si sfondò il muro. E Suor Angelica, Suor Teresa, finanche Suor Filippa e Marilina, si arrabbiarono da morire. Ci chiamarono tutti e 27 a rapporto in refettorio quel giorno e ci fecero una lunga predica di un’ora. Solo che un secondo dopo la predica…

      • Francesco Forgione

        … Francesco urlò: “Suor Angelica, è tutta colpa mia! Ho detto io di fare la gara!”. Non era vero, evidentemente lui non c’entrava nulla ma Francesco era abituato alle punizioni, quasi gli piacevano, e in più gli rodeva che un gioco cattivo non fosse stata un’idea sua. La suora gli si avvicinò e gli disse che di problemi ne aveva già tanti, e che non serviva assumersi anche le colpe degli altri. Al tentativo di replica di Francesco,il dialogo si concluse con un sonoro ceffone che rimbombò nel refettorio. Francesco scoppiò a piangere, e di conseguenza Gigino fece lo stesso. La suora uscì dalla stanza…

  4. Cristina Nappi

    Non ricordo bene ciò che successe, ma ricordo l’espressione inquietante di suor Angelica: in effetti era sempre così, nulla riusciva a farle cambiare idea o ad essere più tollerante nei nostri confronti. Quando uscì dalla stanza, la vidi incamminarsi lungo il corridoio con uno sguardo che pareva indemoniato e si sentiva il rimbombo dei suoi passi…