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Arturo Maccarelli

Nato il:Arturo Maccarelli

5 luglio 1980

 

 

Arturo era:

  •  esuberante
  • capriccioso
  • intransigente
  • opportunista
  • insicuro di sé

 

Tutti ricordano che Arturo:

 

1- non rinunciava mai a dire la sua su (quasi) ogni argomento: tuttavia, prevalendo in lui il desiderio di essere accettato e ben considerato, tendenva a conformare i suoi discorsi in modo da compiacere chi, di volta in volta, si distingueva come il personaggio più “autorevole” della banda. Il suo strabismo (e gli sfottò che ogni tanto gli venivano rivolti per questo motivo) faceva sì che non avesse mai una sufficiente sicurezza per manifestare il suo vero pensiero.

 

2- affettivamente è sempre stato molto legato a – e identificato con – la banda. Proponeva spesso attività da fare insieme, per lo più esplorazioni e giochi di fantasia: quando riusciva a racimolare un numero sufficiente di partecipanti si sentiva al settimo cielo e trascorreva giornate meravigliose; quando, invece, le sue proposte venivano ignorate o rifiutate se la prendeva e insisteva tenacemente, cercando di convincere qualcuno a seguirlo nelle sue “avventure”. Una volta disse di aver trovato una rudimentale capannina di rami nel bosco di fronte alla colonia di Kolishamn e cercò ci convincerci ad andare con lui per scoprire chi fosse il misterioso abitante della capannina. Alla fine nessuno era voluto andare e Arturo si era ritirato delusissimo in camera. Il giorno dopo ha tenuto il broncio e non ha parlato con nessuno.

 

  • Arturo adorava Yuri Zante perché: 

era il bambino che si mostrava maggiormente interessato alle sue proposte di gioco. Anche quando non sembrava sinceramente convinto dalle storie inventate da Arturo, Yuri lo spalleggiava e lo accompagnava quasi sempre nelle sue esplorazioni e perlustrazioni. I due non parlavano tanto al di fuori di questi episodi, tuttavia sembravano condividere l’interesse per i “misteri” che si celavano nei dintorni sia dell’Istituto che della villeggiatura di Kolishamn.

 

  • Arturo e Lucio Vansi…

Anche Lucio era generalmente propenso a seguire Arturo nelle sue avventure (purché avvenissero di giorno), ed entrambi condividevano l’amore per la natura. Una sera però Arturo gli propose di recarsi con lui al di là del bosco, perchè di ritorno da una gita organizzata aveva notato due uomini e due donne che si erano accampati in una nicchia della cui esistenza credeva di essere l’unico a conoscenza e voleva curiosare su quello che avrebbero fatto: Lucio si era mostrato molto titubante e alla fine aveva declinato l’invito. Risentito, il giorno dopo Arturo aveva raccontato a tutti della fifa nera che aveva paralizzato Lucio la sera precedente: solo diversi giorni dopo si rese conto di essersi mostrato insensibile con l’amico (del quale conosceva bene le paure) e, in privato, gli chiese scusa.

 

  • Arturo riteneva Gigino un buon amico perché:

era disinteressatamente generoso e sempre incuriosito da racconti e aneddoti nuovi. Ogni volta che seguiva Arturo nelle sue fantasiose ricerche, Gigino portava con sé il proprio registratore e documentava mediante un accurato “diario di bordo” gli avvenimenti salienti. I due avevano pensato di fare, un giorno, una cassetta con gli estratti più emozionanti delle loro avventure.

 

  • Arturo, Suor Filippa e Suor Angelica: 

Un giorno, subìto l’ennesimo (e a mio parere immotivato) rimbrotto da suor Angelica, me la presi così tanto che avrei voluto andare da lei e urlarle in faccia tutto il mio odio. Solo che temevo che ciò mi avrebbe semplicemente fruttato una punizione esemplare, allora decisi di farle prendere uno spavento colossale nella speranza che, almeno così, si sarebbe data una calmata con noi tutti. Una sera non rientrai da una delle mie “spedizioni” nel bosco – tutto programmato, avevo con me biscotti e succhi di frutta a sufficienza per passare lì tutta la notte. Notando la mia assenza durante la cena, suor Angelica ordinò che mi si cercasse per tutto l’istituto e, concludendo che non mi trovavo lì, uscì con suor Filippa per venirmi a cercare: portarono con loro solo Kolia, in quanto uno dei bambini più grandi e, apparentemente, responsabili della compagnia. Mi cercarono per oltre un’ora, si avvicinarono anche al mio nascondiglio ma riuscii a non farmi vedere. Improvvisamente mi sentii afferrare una spalla: era Kolia, che mi fissava preoccupato e anche un po’ infastidito (per la fatica fatta nel cercarmi). Gli spiegai i motivi del mio gesto, sembrò capirmi ma mi chiese di uscire allo scoperto con lui per non peggiorare la situazione (suor Angelica era furiosa). Sentendoci borbottare, sopraggiunse proprio suor Angelica che mi sculacciò sonoramente sul posto finché urlai “allora scapperò ancora!!!”. Fui messo in punizione per una settimana (non potevo uscire, in più dovetti aiutare Marilina a rassettare e suor Filippa a mettere in ordine la nostra piccola biblioteca): almeno però, per qualche settimana, suor Angelica si mostrò meno intransigente e severa nei confronti di tutti.

 

  • Arturo e le bambine della Banda:

Mi piaceva Maddalena Gentileschi perché era vitale e appassionata, sempre sensibile alle nuove scoperte. Didi amava profondamente la vita, e tutto ciò di cui aveva paura erano solo le cose che non aveva ancora avuto occasione di conoscere meglio e apprezzare come solo lei sapeva fare. Quando la trovavo immobilizzata dal terrore provocatole dalla vista di un ragno che si arrampicava su una parete, la prendevo per una mano e la allontanavo da quella parete, per poi raccogliere il ragno e mostrarglielo sul palmo della mia mano: allora si calmava un po’, e le scappava anche una risata nel vedermici giocare, ma dalla volta successiva tornava ad avere la stessa reazione di paura. E io, pazientemente, tornavo a mostrarle che non c’era nulla da temere.

 

  1. Paola Fornaciari

    Anche la cassetta registrata da Arturo e Gigino era infine stata archiviata dalla Banda come uno dei tesori di tutti. Era bellissimo risentire le loro storie durante i pomeriggi più noiosi e lunghi dell’inverno…

    • Arturo Maccarelli

      …mentre Federico selezionava, tra le sue foto, quelle che sembravano raffigurare meglio gli ambienti descritti dai due. Alda apportava delle modifiche in estemporanea (a matita, il che irritava comunque Federico) sulle foto a seconda di quello che veniva narrato nelle cassette, mentre Maddalena intonava delle filastrocche a tema ogni volta che il racconto giungeva a un avvenimento saliente. Paola era sempre curiosa circa i dettagli omessi dalle nostre cronache “ufficiali”, mentre Silvana mostrava una viva apprensione a causa dei luoghi spesso impervi nei quali ci inoltravamo.
      In questo modo, riuscivamo a far volare via alcune delle nostre lunghe giornate invernali.

  2. Giuseppe Appio

    Durante una delle riunioni della banda si organizzò un gruppetto per una missione di approvvigionamento nella dispensa. La conta toccava ad Arturo. Quando Giuseppe si accorse di non essere nel gruppo, ebbe uno dei suoi soliti scatti d’ira e si lanciò furibondo su Arturo, accusandolo di aver pilotato la conta. Iniziarono ad azzuffarsi ma per fortuna….

  3. Lucio Vansi

    …arrivò Lucio che, messosi in mezzo ai due, disse a Giuseppe di calmarsi perché se davvero desiderava partecipare alla missione, lui gli avrebbe ceduto volentieri il posto. Sulle prime Giuseppe non accettò, poi, convinto da Lucio che la sua presenza sarebbe stata decisiva alla buona riuscita della missione, non esitò un istante e partì alla volta della dispensa.